Diario del Ten Mauro Pietro

All’alba del 5 settembre il 187° rgt. riprende l’iniziativa e dopo un robusto fuoco di artiglieria durato un’ora il IX ed il X btg che erano stati nella notte riorganizzati, dopo i combattimenti del giorno precedente, e rinforzati da nuovi elementi balzano all’attacco delle posizioni nemiche … .
I nostri reparti si incuneano nelle linee nemiche, tenute da truppe neozelandesi, ed occupano alcuni loro capisaldi, sistemandosi a difesa.
Durante una pausa dei combattimenti, vediamo avanzare con circospezione una jeep verso le nostre linee. Essa si ferma a poca distanza e si distingue un ufficiale neozelandese, che viene individuato per il Gen. Comandante, Cliffon il quale ci intima la resa, dicendo in cattivo francese:
“Siete circondati da forze superiori ; ho dieci batterie pronte per aprire il fuoco; vi concedo un quarto d’ora di tempio; arrendetevi”.
Al che il nostro Comando rispose: “Considero la vostra offerta una offesa; vi concedo cinque minuti per tornare donde siete venuto”.
Passati i cinque minuti, riprende violentemente il fuoco del combattimento ed alcune nostre compagnie. . . . penetrano nel dispositivo nemico, volgendo in fuga la brigata neozelandese, che lascia nelle nostre mani l’intero S.M. ed il suo comandante. Il bollettino italiano n. 831, citò all’ordine del giorno i reparti della Folgore, nelle cui mani erano rimasti 270 prigionieri, 18 carri armati; 4 jeep, 8 autocarri, 4 brent carriera. Il nemico aveva ripiegato in disordine e sul campo di battaglia furono contati come bilancio …
Le nostre perdite furono 38; feriti 45, fra cui il Col. Camosso.
Il Gen. Ferrari Orsi, comandante del X C.A. ed il Gen. Rommel, concedevano sul campo numerose ricompense tra cui la medaglia d’oro al Magg. Rossi, e d’argento al Cap. Carugno, rispettivamente comandante del IX e X btg, entrambi caduti sul campo.
I giorni successivi su tutto il fronte della Folgore, il nemico cessa da ogni azione decisiva, limitandosi a sorvegliare le nostre linee e tenendole sotto costante fuoco delle sue artiglierie. Numerosi aerei si avvicendavano nel bombardare e mitragliare le nostre truppe.
L’inaudita resistenza incontrata, le perdite di uomini e di mezzi subita, convinsero il comando inglese a rimandare il piano di rottura del nostro fronte, al fine di riorganizzare l’afflusso di nuove forze di nuovi mezzi. Da parte nostra i caduti feriti, i malati avevano notevolmente ridotto e assottigliato le file ed i superstiti furono raccolti e ricomposti in nuovi btg. coll’aggiunta di … elementi prontamente inviati dalla nostra base in linea. Questo periodo che va dal 5 settembre al 30 è caratterizzato da un prodigioso lavoro di organizzazione e di rinsanguamento dei nostri reparti che vengono continuamente visitati dal Gen. Frattini,dal Col. Bignami, Magg. Verando e dal Magg. Sivo coadiuvati egregiamente dal Cap. Feltrami, che personalmente provvederà al trasporto di mezzi, viveri ed uomini dal comando base alle linee del fuoco. Il Comando base ormai +è divenuto una poderosa organizzazione che svolge il suo compito di allacciamento delle retrovie col fronte in maniera lodevole e quanto più si fanno sentire le esigenze delle nostre truppe tanto più esso è vicino a noi. Non appena giunto l’8° Btg. dall’Italia al comando del Magg. Bursi, esso immediatamente venne inviato, l’8 sett. Sulla linea a completare gli organici del 187° Rgt Folgore pro0vato da sanguinosi combattimenti di quei giorni.