Lo sapevi che

Piccola raccolta di articoli, tratti da quotidiani del tempo, riguardanti fatti riferiti alla Caserma ed ai vari Reggimenti che vi hanno alloggiato

 

Due valorosi

Il Ponte di Pisa n.42 del 18 ottobre 1896 Fonte: Polo Biblioteca Universitaria di Pisa        ...

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Quotidiani del tempo

Partenza per l’ Africa

Il Ponte di Pisa n.5 del 02 febbraio 1896          

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Quotidiani del tempo

Per l’Africa

Il Ponte di Pisa n. 52 del 15 dicembreb 1895 Fonte: Polo Biblioteca Universitaria di Pisa

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Quotidiani del tempo

Cortesie militari

Il Ponte di Pisa n. 48 del 17 novembre 1895 Fonte: Polo Biblioteca Universitaria di Pisa  

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Quotidiani del tempo

Saluti e Cortesia

Il Ponte di Pisa n. 38 del 8 settembre 1895   Fonte: Polo Biblioteca Universitaria di Pisa    ...

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Quotidiani del tempo

Suicidio del soldato

Il Ponte di Pisa n.11 del 17 marzo 1895   Fonte: Polo Biblioteca Universitaria di Pisa      

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Quotidiani del tempo

Un omicidio in Caserma

Il Ponte di Pisa n.33 del 26 agosto 1894     Fonte: Polo Biblioteca Universitaria di Pisa    ...

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Quotidiani del tempo

Eccidio nella Caserma Umberto I°

La Tribuna Supplemento illustrato della Domenica 11 febbraio 1894

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Foto storiche

 

La scelta del Generale Umberto Ferreri: la resistenza di un ufficiale a Pisa contro l’adesione alla Repubblica Sociale

Pisa, maggio 1944 – La guerra si intensifica, e l’Italia vive uno dei periodi più travagliati della sua storia. La città e la provincia di Pisa sono profondamente segnate dagli eventi, con le tensioni crescenti a seguito della caduta del fascismo e della formazione della Repubblica Sociale Italiana (RSI). In questo clima di incertezza e divisione, la figura del Generale di Divisione Umberto Ferreri, comandante della Zona Militare di Pisa, emerge come simbolo di fermezza e coerenza.

Ferreri assunse il comando della Zona Militare di Pisa il 10 luglio 1941, incaricato di mantenere l’ordine pubblico in città e provincia durante una fase difficile del conflitto. La sua posizione divenne cruciale con la caduta del regime fascista, il 25 luglio 1943, quando la situazione politica in Italia entrò in una fase di grave crisi. In quel momento, Ferreri venne chiamato a ricoprire un ruolo delicato, con il compito di garantire sicurezza e stabilità in un territorio che, come il resto del Paese, si trovava in un clima di incertezza.

L’armistizio dell’8 settembre 1943 rappresentò un ulteriore spartiacque. Con l’occupazione tedesca e la fondazione della RSI, le autorità repubblicane avviarono un tentativo di arruolamento delle forze militari locali, includendo tra le fila della nuova Repubblica Sociale anche ufficiali di carriera. Il Generale Ferreri, però, decise di non aderire all’esercito repubblicano. Una scelta coraggiosa, compiuta in un momento in cui molti ufficiali si vedevano costretti a schierarsi per evitare pesanti ritorsioni personali e familiari.

In risposta al rifiuto del Generale, il Comando Provinciale Militare di Pisa adottò misure severe e senza precedenti contro di lui. Il provvedimento ufficiale decretò il collocamento in congedo di Ferreri, retrodatandolo all’8 settembre 1943, giorno dell’armistizio. Gli venne inoltre revocato il grado, assieme alla qualifica di ufficiale, e con essa ogni beneficio economico. Non solo: venne sospeso il pagamento degli assegni e gli fu imposto di restituire la pistola d’ordinanza, con l’obbligo di coprire personalmente il costo dell’arma stessa. Tuttavia, nonostante l’imposizione, il pagamento richiesto per la pistola non venne mai effettuato dalle autorità.

Questi provvedimenti testimoniano l’estrema determinazione della Repubblica Sociale Italiana nel reprimere ogni dissenso, soprattutto tra figure di spicco come quella di Ferreri. Il suo rifiuto di giurare fedeltà alla RSI e le conseguenti sanzioni rappresentano oggi un esempio di integrità e dedizione ai principi di fedeltà all’esercito regolare e alla sua missione originaria.

Roberto Marchetti

 

Fonte: Facebook La linea dell’ Arno

Il Generale Umberto Ferreri non prestava servizio presso la Caserma Umberto 1° Le foto lo ritraggono nel piazzale all’interno della Caserma in occasione di una cerimonia. ndr

 

Ieri e oggi

 

Il giorno 29 novembre 2019 presso la Casema Bechi Luserna di Pisa il Comandante del Reggimento Col Pisciotta Salvatore ha ospitato gli U. e SU. dell’ex Battaglione Logistico Par “Folgore” che con un tam-tam telefonico tra loro, hanno convogliato circa 100 ex in Caserma, provenienti da tutt’Italia con nave, aereo, treno o auto.
La mattina alle 08:15, il personale affluito ha presenziato all’alzabandiera.
Prima di un breve saluto, INASPETTATAMENTE, il Comandante ha chiamato a se la Bandiera di guerra del Rgt L.
La commozione degli ex U e SU è stata generale per il significato che la presenza di quella Bandiera assumeva per loro: riabbracciare quel simbolo che avevano servito per tanti anni  (alcuni dalla costituzione del Btg L e fino alla sua chiusura), con dedizione, passione, fervore e professionalità.

Il Comandante del Rgt L dopo una breve allocuzione sua e di un ex Comandante ha poi voluto presentare la forza schierata a tale ultimo Comandante: significato alto e profondo che ha commosso ancora una volta la totalità dei convenuti (oltre a quell’ex Comandante del Btg L e del 6^ Rgt di Manovra cui è stata presentata la forza).

La visita é proseguita con una interessante mostra statica di mezzi e materiali di ultima generazione e con la successiva visita al Museo delle Aviotruppe presso il Centro Addestamento di Paracadutismo..
Alle 13:00, dopo il saluto del Comandante agli ultimi arrivati, il personale affluito si è riunito a mensa per un pranzo conviviale assieme ad una  rappresentanza di U, SU, volontari e personale civile in forza al Reggimento Logistico Par “FOLGORE”.
Erano presenti tra gli altri il Ten Gen.(ris) Mario Righele, già comandante del Btg L dal 1987 al 1990 e successivamente Comandante Tramat, il B. Gen (ris) Ferdinando Guarnieri, già comandante del Btg L dal 1995 al 1998 e comandante del 6^ Rgt di Manovra dal 2001 al 2004, il Col Angelo Squadrone ( classe 1929), campione mondiale di podismo per la sua categoria, l’allora Ten Franco Filiberto (oggi affermato scrittore) che nell’estate e fino all’11 ottobre 1975 fu il Comandante del Nucleo Stralcio in qualità di Ufficiale più anziano, del costituendo Battaglione Logistico. 

L’idea di un pranzo che riunisse un po’ di  U e SU del disciolto Btg L è stata del Luogotenente Stefano Sodi avallata dall’attuale Cte del Rgt Col Salvatore Pisciotta.

Il passa parola generata da una chat ha coinvolto circa 200 ex U e SU da tutt’Italia.

Il pranzo si è così trasformato in raduno con Alzabandiera, Mostra statica e visita al Museo delle Aviotruppe.

Gli organizzatori del raduno: Ten Col Angelo Santillo, Luogotenenti Stefano Sodi, Genna Michele e Di Puglia Gennaro hanno lavorato alacremente per più giorni per rendere l’evento memorabile.

Si sono sapientemente suddivisi i compiti per la fase organizzativa e di condotta (in accordo con il comando del Rgt).

E’ stato realizzato un cronoprogramma per la fase realizzativa, redatte e stampate le brochure dell’evento, e le brochure menù, approntate le liste delle adesione ai diversi programmi con targhe dei mezzi in afflusso per le necessarie autorizzazioni (costantemente aggiornate).

Sono stati presi i necessari accordi con la ditta del catering per il pranzo e con la ditta per la fornitura di targa ricordo, gadget, spille da bavero, medagliette.

Sono state raccolta le quote di adesione tramite carta post-pay e (chicca finale) sono stati acquistati dei fiori per rendere omaggio alle  donne presenti (militari e personale civile).

Agli interventi finali delle autorità presenti ha fatto seguito un toccante e commosso ringraziamento del Luogotenente Stefano Sodi che nel ringraziare i convenuti ha ricordato l’inatteso sviluppo di un evento che era partito con la volontà di aggregare un po’ di ex U e SU per un semplice pranzo.

Una magnifica torta con lo stemma della FOLGORE, del BTG e del RGT con la scritta IERI… e …OGGI e dolcetti, ciascuno con lo stemma del Btg L, hanno concluso un ottimo pranzo.

Un evento insomma che rimarrà nella storia del Reggimento per gli esiti e la risonanza dell’evento.

Non è escluso che l’evento possa ripetersi in un prossimo futuro, trasformandosi in “Raduno Nazionale” che vedrebbe coinvolti anche ex Graduati e Paracadutisti  (oggi nonni) che hanno contribuito e collaborato a rendere grande il Btg L “FOLGORE” e ad onorare la nostra unica Bandiera (che a distanza di 45 anni circa è sempre la stessa), a perpetuare  le nostre  tradizioni, ed a rinsaldare le nostre  radici ed a rendere attuale e credibile il nostro motto:  “DIAM L’ALI ALLA VITTORIA”.

FOLGORE!!!                                                                        

(GUAFER)

 

                                                            

AR/59

FIAT AR59

La FIAT AR59, conosciuta anche come “Campagnola”, è un veicolo fuoristrada prodotto dalla FIAT a partire dal 1959. Progettata per scopi militari e civili, la Campagnola si distinse per la sua robustezza e versatilità, diventando un mezzo iconico nelle forze armate italiane e in vari servizi pubblici.

Caratteristiche tecniche principali:

  • Motore:
    • 4 cilindri in linea a benzina da 1900 cm³, erogante una potenza compresa tra 53 e 64 CV nelle diverse versioni. Era alimentato da un carburatore SOLEX 32 BIC, successivamente aggiornato al SOLEX 32×30 CBI ad aspirazione invertita, con filtro a bagno d’olio.
  • Trasmissione:
    • Cambio manuale a 4 marce con riduttore e trazione posteriore; la trazione anteriore era inseribile all’occorrenza.
  • Dimensioni:
    • Lunghezza di 3,775 m, larghezza di 1,600 m e altezza di 1,945 m. L’interasse delle ruote era di 1,365 m, con un passo di 2,300 m e un’altezza minima dal suolo di 0,27 m.
  • Prestazioni:
    • Velocità massima di circa 110 km/h per le versioni a benzina. La pendenza massima superabile era superiore all’85%, con una profondità di guado massima di 0,60 m e un’autonomia di circa 440 km.
  • Peso:
    • Peso a vuoto di 1.440 kg, con un carico utile di 480 kg, per un peso totale a pieno carico di 1.920 kg.

La Campagnola AR59 era dotata di un impianto elettrico a 24V, progettato per essere immergibile, facilitando l’utilizzo del veicolo in condizioni estreme. Il motore diesel, derivato direttamente dal blocco benzina con la sostituzione della testata, sviluppava inizialmente 40 CV, successivamente aumentati a 48 CV nelle versioni più recenti.

Oltre all’uso militare, la Campagnola trovò impiego in vari servizi civili, tra cui Vigili del Fuoco, servizi di emergenza e come veicolo da lavoro in ambito agricolo e industriale, grazie alla sua affidabilità e capacità di operare su terreni difficili.

La produzione della Campagnola AR59 proseguì fino al 1973, con oltre 33.000 unità a benzina e circa 8.500 diesel prodotte, consolidando la sua reputazione come veicolo fuoristrada robusto e versatile.

     Roberto Marchetti

Fonti: Wikipedia. AUC98CESANODIRM.ALTERVISTA.ORG. Fonte: evoluzione della motorizzazione militare, anno 2018, Col. Domenico Franchinetto

Festival delle canzoni dei Paracadutisti 

Festival delle canzoni dei Paracadutisti

Molti Paracadutisti non sanno (ma i più “cresciuti” ricorderanno) che il 24 giugno del 1994, al Teatro La Gran Guardia di Livorno si svolse il festival delle Canzoni dei Paracadutisti.
Ne diede ampio risalto la stampa locale (Il Tirreno e La Nazione) ma anche testate nazionali (Il Giornale ed Il Corriere della Sera).
In una delle lunghe notti trascorse in Somalia, al tempo della missione ONU “Restor Hope”, al Gen Bruno Loi, Comandante della Brigata Paracadutisti “FOLGORE” e Comandante della citata missione, venne in mente di rinnovare il repertorio delle canzoni dei paracadutisti.Fu così bandito un concorso nazionale per nuove canzoni aperto a militari e civili.
Al Comando Brigata pervennero da tutt’Italia versi e pentagrammi (cinquanta opere) che furono selezionate da una giuria composta da militari, docenti ed allievi dell’Istituto Musicale Pietro Mascagni di Livorno.
La locandina divulgativa riepilogava il programma della serata ed i testi delle sei canzoni finaliste.
All’ingresso del Teatro fu posta un’urna ove furono raccolte offerte che furono devolute all’Associazione Nazionale Sclerosi Multipla.
(GUAFER)